La luna

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C’è una splendida luna stasera.

Mancano pochi minuti all’una, non si dorme, mille pensieri e troppi gradi. Non è la serata giusta per stare a letto.

Giuro, ci ho provato, un’oretta fa ho provato a fare il bravo ragazzo, ma proprio non ci sono riuscito.

Alla fine ho deciso, mi sono alzato e mi sono piazzato in veranda, Nikon al seguito, portatile acceso e fiumi di pensieri a ciclo continuo.

E Lei mi osserva. Luminosa, grande, splendida donna.

Chissà in quanti la stiamo guardando ora.

Mi godo un po’ di fresco. Lontano sento qualcuno che tossisce. Il caldo non perdona. Una sirena corre e un cane l’accompagna ululando.

Dicono che domani pioverà. O meglio, dovrei dire oggi: abbiamo scavalcato la mezzanotte da un bel po’. Forse. Di certo se non tiro fuori l’idropulitrice qui ci possiamo fare una discarica.

Ho un pensiero fisso, un desiderio profondo. Mi manca terribilmente. Spero che stia guardando in alto la stessa cosa che in questo momento osservo io.

Era da un po’ di tempo che non combattevo contro i draghi che porto dentro ogni giorno. Si erano calmati. Oggi no, è la loro nottata felix. Questo sabato inizia in modo strano.

Mi rendo conto, seduto qui di fuori che sono in compagnia delle cose che amo di più: il portatile su cui sto scrivendo le mie minchiate e una delle mille macchine fotografiche. Stasera, la fortunata è una delle Nikon a coccolarmi con la sua tecnologia.

Voglio una moto.

Si, lo so, è una scemata.

Ma voglio prendere anche la patente nautica.

Altra scemata.

Quante me ne passano per la testa?

Ma significa pure che manca qualcosa che non trovo o che forse non vedo o che forse non c’è o che non c’è mai stato o che forse mi sono perso e ora giace in un angolo dimenticato di questa vita. Mado’, sto dando di matto. E sicuro poi che domani qualcuno mi darà dello scemo o commenterà fuori tema come al solito. bah! Sono i miei pensieri.

Cazzo che silenzio ora.

E’ bello osservare il profilo delle cose con l’illuminazione che ne esalta i bordi ma nasconde molti dettagli. Si vede solo il filo delle piante, delle case, dei muri, ma se ne perde la sostanza; solo alcuni particolari dicono ai neuroni, insieme alla memoria, di cosa stiamo parlando, per il resto sembra un mondo nuovo tutto da scoprire. Ho le piante della vicina di casa che si contrappongono a questa luna piena illuminate debolmente dai lampioni che accendono la via. Qui il buio non esiste. E’ diventato un lusso pure quello.

Forse l’ho fotografata un po’ troppo. Ora si è nascosta dietro un banco di nuvole. Speriamo non si sia offesa.