Giorno Nove

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E me l’ero pure dimenticato. Abbiamo superato la prima settimana. Neanche speravo di avere tutta sta resistenza.

Ormai si vive con l’orecchio attizzato e ogni notizia viene valutata attentamente.

Intanto ho trovato un fornaio che mi consegna il pane fresco a casa. Tra l’altro un buon fornaio. Tempo di fare una telefonata e mi è arrivato tutto il necessario. Mi sono tolto uno sfizio; era già qualche giorno che cercavo il modo per farmi arrivare della pizza fatta bene a casa. Bene, oggi ci siamo riusciti in pieno. Ho la pancia adeguatamente soddisfatta. Fa strano farsi consegnare il pane stando a un due metri di distanza. Fa strano parlare a persone con la mascherina e ordinare le cose per telefono. Fa strano tutto. Una sensazione estraniante.

Si continua a lavorare, poco per la verità, due clienti disperati… se così possiamo dire. Non vi dico le soluzioni applicate, estremamente complesse.

No, la cosa più importante è che l’onda piano piano arriva, lo sento guardando i numeri che vengono propinati ogni momento. Anche qui da me si comincia a parlare del vicino di casa del collega in quarantena, del tipo conosciuto al supermercato portato via da un’ambulanza, della tipa blindata in casa perché non si sente bene. Le notizie aumentano. Per lo più incontrollate, ma sempre notizie vicine sono, danno da pensare.

Ho scoperto che il giro di casa consta di 82 passi. Per fare i miei quotidiani 13000 e passa passi dovrei fare il giro almeno 138 volte. Mi ci vedete a girare come un pazzo alienato tenendo la conta? E se mi sbaglio? ricomincio?

Mi è venuto un desiderio. Quando ero picciriddo avevo studiato musica, chitarra e fisarmonica. Un impegno richiesto dalla scuola e anche dal desiderio di mio padre di avere nella propria discendenza qualcuno che perpetuasse un piacere della sua terra. Misera speranza. Negli anni ho mollato tutto per dedicarmi a cose più terrene. Però ora, in questa quarantena alienata, si è affacciata la voglia di incrociare le dita con le corde di una chitarra, tanto per suonare qualche nota e giocare con gli accordi tanto il tempo non manca e da quello che sento se ne aggiungerà tanto altro. A malapena ricordo come si fa un accordo, però la curiosità c’è.