Storia

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I negativi sono animali strani. Sono silenti, possono stare chiusi in un cassetto per anni e poi di punto in bianco tornano a far sentire potente la loro voce.

Mettere mano a questi negativi è altamente tossico. Soprattutto i più vecchi, di cui non hai appunti, non hai più memoria, non ti ricordi più che facce sono quelle riprese. Magari riconosci qualche posto, in questo specifico caso, anche no, ma di fondo, mancano troppi elementi alla memoria.

A quel tempo la fotografia non rientrava come priorità giornaliera, e non c’era particolare attenzione intorno la foto. scattavo e basta. Avevo quindici anni, giù di li. Di certo non pensavo al valore che potesse avere quel pezzo plastica messo in una busta.

Ora ti sforzi di ricordare quei momenti passati così velocemente e di cui restano solo briciole da qualche parte nella memoria. Qualcosa che si è già perso da anni.

Vai a vedere chi sono queste facce, che facevano, che pensavano. Non me lo ricordo, non ne ho memoria, nulla, di nulla. Il tempo passa, la fotografia resta, ti ricorda momenti, ma senza note aggiunte, restano i buchi, resta solo quella coperta sollevata, ma troppi mucchi di polvere a coprire la maggior parte dei ricordi.

E quando la memoria sta vacillando, metti mano a un ultimo negativo e allora si apre uno spiraglio.

Una faccia conosciuta, persa negli anni passati, mai dimenticata ma ormai totalmente persa.

Ciao Cristiana.

1989-2019

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Ma quante cose mi sono perso. Ma quante né potrò forse recuperare?

Non amavo i Pink Floyd. Li ho scoperti un filino in ritardo. Parecchio in ritardo.

L’altro giorno in macchina sento parlare del concerto di Venezia: 1989, notte dei tempi. Che testa bacata avevo.

Stasera, sviluppo pellicola colori, in sottofondo quel concerto e accanto la mia musa… Tripletta assoluta. Magica. Meravigliosa.

Ho preso la pessima abitudine di far collimare i miei pensieri come puntini da unire con la matita. Disegni sempre più complessi e curiosi.

Che cammino strano sto facendo.

Per alcuni versi sto andando a ritroso riscoprendo sensazioni dimenticate.

Per altri sto andando avanti. Non so. Non so’ in che direzione io stia andando.

Diapositive

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Come non restare a bocca aperta davanti a un rullo colore positivo di Fuji Sensia scaduto  in un anno domini qualsiasi che ti ripropone una magia d’altri tempi.

Non avevo nessuna certezza che uscisse qualcosa di buono. Un rullo scaduto, acquistato online, trattato e conservato chissà come, quale risultato avrebbe potuto garantire?

Al laboratorio di fiducia avevo anche chiesto di tagliarlo a strisce da 6 come per i rulli negativi normali. Gli sviluppatori hanno deciso di lasciare il rullo intero.

La speranza, poi, ogni tanto viene ripagata.

Srotolarlo ora è come toccare l’oro. Immagine vive, luminose, meravigliose. Non riesco a non emozionarmi davanti questa magia. Sono in treno e non posso gustarmele a pieno; sto come un bimbo davanti al pacco da scartare. Devo aspettare di arrivare almeno a casa. Non so se ce la faccio. E non so se a casa riesco nell’impresa.

È una sensazione che non posso definire. Veder nascere qualcosa che nulla a a che fare con i numeri binari.