Ostia, Idroscalo, parte Seconda

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Altro giretto, altro rullino.

Sono tornato nuovamente all’Idroscalo. Lo avevo detto che il posto mi intriga.

Come al solito pochissimo tempo da dedicare, ma ho cercato di carpire qualche altro elemento di questo luogo per me magico.

Intanto ho provato a perdermi con la macchina in giro per questa landa sconsacrata. Terrificante, la buca più piccola ricordava da vicino la balena di Pinocchio: Entrare non significa anche poterne uscire. Vivo, soprattutto.

L’avevo notato la scorsa volta: Altarini dedicata alla Madonna un po ovunque.

Ma l’Idroscalo non è solo Tevere, case cadenti e strade sterrate e devastate.

L’idroscalo è ricordato anche per una figura importante e controversa: Pier Paolo Pasolini. Qui, il poeta, regista e non so’ quante altre cose, ha trovato una morte violenta.

A lui è stato dedicato un piccolo parco. Posizionato lungo la strada che va verso l’Idroscalo, tocca tenere un po’ gli occhi aperti, non è che si veda granché.

Sembra chiuso, ma per entrare si sgancia un moschettone. Basta armeggiare un poco.

Come al solito, tutto su pellicola. Tutto rigorosamente Bianco e Nero. Kodak Tri-X 400 e canon A1. Il tutto sviluppato in casa col solito Rodinal. Tra un po’ ci farò anche i gargarismi.