Le scalette

Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, fotografia, pensieri, storie

Signora Pina, se ricorda quanno venivamo a prende la pizza li da Lei? Quanti anni so’ passati? Parecchi me sa.

Figlio mio, chettedevodadi’? L’anni so passati, tanti ne so passati. De me, ormai nun ce sta più manco la memoria. Pure la pizzeria che tanto amavo ‘nce sta’ più. Te ricordi che te rigalavo er ritaglio de pizza bianca che te faceva così contento?

Un dialogo immaginario, neanche tanto semmai, di quando si andava a sQuola (si con la Q di quadro) e si passava la mattina prima di entrare sulle scalette, proprio davanti la piazza centrale di Albano.

Anni ruggenti di riunioni importanti, se fare o meno sega, se interrogava questo o quello, se era il caso de inventasse na pandemia al volo o se tanto valeva entrare che tanto non c’era granché da fare.

Posto fico e strategico: al centro del mondo; la piazza, il bar, la pizzeria e i vari compagni di scuola. Erano tutti lì, la mattina, puntuali. Se mancava qualcuno, la riunione, almeno per lui era già decisa: oggi Lago.

La distanza strategica dalla scuola, la sicurezza che mai qualche prof sarebbe passato di là proprio mentre si decideva se andare o meno.

Tante cose sono cambiate. Dei tempi andati non sono rimaste, come diceva la signora Pina, neanche i ricordi.

Restano però le briciole che di tanto in tanto risalgono in superficie a prendere una boccata di ossigeno prima di rieclissarsi nel marasma dell’archivio sinaptico.

E quando risalgono, spesso, so’ dolori.