Calcata, secondo me.

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Calcata, un blocco di tuffo in mezzo ai boschi.

Spunta solitario, abbandonato dai suoi vecchi abitanti rimpiazzati da artisti e creativi che hanno trovato il loro paradiso.

Vale la pena perdersi, in questo paese silenzioso, dove la gente si ferma ancora a chiacchierare sulle scale della chiesa e scambia battute con chi passa.

I gatti ti guardano sorgnoni, stirandosi pigramente al sole di una bollente estate.

Piena di turisti di giorno, silenziosa e bella di sera, dove spiriti antichi ti tengono la lampada e ti spingono a esplorare ogni vicolo.

Questa e’ la versione in bianco e nero. Mi ricorda anni antichi quando ancora non calpestavo questo mondo.

Ho portato con me Rolley biottica caricata con ilford fp4+ e la Bessa con la pellicola LomoPurple e la kodak 200c… Le ho lasciate giocare, le ho guardate prendersi gioco degli ambienti. la Rolley seriosa, la Bessa sempre più sbarazzina, amiche di tanti pensieri.

Ladispoli TorreFlavia e le disattenzioni nello sviluppo.

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Ladispoli, zona Torre Flavia. Un rapido giro con la Rolley e una ilford xp4.

Stavolta ho fatto un errore, un mezzo errore, diciamo. Il risultato è certamente un grosso errore. Ho sbagliato un particolare dello sviluppo e si vede bene. Non ho tenuto conto che con le pellicole 6×6 ci vogliono più liquidi. In pratica ho sviluppato mezza pellicola. Il resto è rimasto cosi, macchiato, poco visibile, incasinato.

Qualcosa, diciamo, che mi costringerà a riprendere in mano la rollei e a rifare un giro per TorreFlavia.

Eppure, non lo so, trovo che queste foto abbiano un loro fascino, qualcosa di interessante, nonostante l’errore piuttosto grave.

Prato in 6×6

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Su dodici, solo 3. Devo prendere la mano con quella manovella terribile.

Un giro, non due, non tre, ne basta uno.

praticamente ho scattato solo 3 foto utili su 12, le altre, scena muta.

Ma le 3 sono una buona base, e Prato mi piace di più.

Diciamo che la Rollei ragiona veramente con altri schemi e su altri piani. Si aprono vie interessanti.

Viva il 6×6.