E se i turisti smettessero di venire?

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Proprio del tutto magari no, pure loro fanno parte del business, però un certo riequilibrio sarebbe quantomeno auspicabile.

Roma è tornata una città a misura dei Romani. Firenze una città a misura di Fiorentino, Venezia la città dei Veneziani. Solo per parlare delle prime città che mi vengono in mente. Ma ogni angolo di questo stivale ha la stessa considerazione e non solo, stessa idea anche uscendo dalle nostre misere frontiere.

Qualche tempo fa, credo sull’Internazionale, un interessante articolo su quanto il Covid abbia scoperchiato il cancro che porta al progressivo svuotamento dei centri delle città d’arte. Ogni minimo buco è stato trasformato in B&B e i legittimi abitanti costretti via via sempre più lontani impossibilitati a vivere in posti dove l’unico concetto è spolpare il turista senza neanche un supermercato a portata di tiro.

Ho vissuto una Venezia dove non si riusciva a passare per le calli tante le persone di tutto il mondo a voler fare lo stesso percorso.

Firenze, se vuoi un’informazione evita di chiederla a chi incontri… tanto non ti capirebbero. I fiorentini li trovi fuori dal centro. Al centro la vita è impossibile, ci puoi solo lavorare.

Stamattina, per la prima volta sono riuscito a visitare un museo senza dover scavalcare le persone, ma godendomi ogni istante della permanenza. Ho girato per Roma, speso qualche soldino in giro senza la tossica presenza di nugoli di turisti mordi e fuggi. Alla fine sto Covid mi sta pure simpatico. Ha restituito quella dimensione che fino a poco tempo era seppellita da file di pullman turistici e da code assurde per fare qualsiasi cosa.

Il turismo degli ultimi anni è quello: un turismo distratto, mordi e fuggi dove tutto è calcolato per ottenere utili, avallato da una politica insensibile e ottusa.

Conoscere un altro paese non significa mettere la tacca sull’elenco dei posti visitati, ma vorrebbe significare la crescita sia di chi visita che di chi è visitato. Invece? consideriamo Venezia la città dei balocchi da mostrare a turisti frettolosi comodamente affacciati dalla loro mega gabbietta d’acciaio lucente che transita davanti San Marco offuscando e offendendo tutto, dai monumenti a chi vorrebbe restare e sentirsi legittimamente titolare del diritto di vivere in quel posto. Roma, dove la regola è corri a vedere Piazza Venezia, Fori Imperiali, Colosseo, forse Trastevere di corsa, senza respiro senza scambio, cena nel ristorante da schifo a prezzi da schifo e via verso una nuova meta, senza sensibilità, senza intelligenza, senza nulla. Il nulla. Ecco: a casa, il turista tipo riporta il nulla.

Per carità, il turismo è un bene sotto tanti punti di vista. E’ il peso sulla bilancia che è fuori controllo. Pure di portare soldi, si ignorano poi le esigenze di chi tutto questo assalto lo subisce. Torno a ripetere, quello che conta è un riequilibrio che tra l’altro renderebbe pure più vero il viaggio e non la pappa pronta senza anima che fino a pochi mesi fa veniva propinato pure di alleggerire il conto del malcapitato.

Prossima tappa: Musei Vaticani.

https://www.internazionale.it/reportage/francesco-erbani/2020/05/14/centri-storici-airbnb