Ciao

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Chissà che sensazione si proverà ad arrivare alla stazione Tiburtina quando il viadotto di quello che era conosciuto con il nome altisonante di ‘circonvallazione Tirburtina’, non ci sarà più.

Parliamo di circa 500 metri. Il tratto sopraelevato che passa davanti alla stazione Tiburtina.

Nata nel 75, anno più, anno meno, seguita da tante polemiche, vantaggi, disagi, problemi, sta arrivando alla conclusione. Via con la demolizione.

Le rampe di accesso sono state chiuse. Jersey e nastri arancioni, la solita tiritera. Siamo allo start.

Non ho mai immaginato quel pezzo di Roma senza la tangenziale. Talmente abituato fin da piccolo a vedere quell’affare su cui il traffico più o meno impazzito, faceva comunque respirare parte della città scaricando il traffico e il suo casino su quel tratto di strada che collegava il lato nord della capitale con la parte sud e con la Roma-L’aquila.

Ho pensato di prendere una copia di questo pezzo di storia percorso da sempre. Saltato il solito jersey, vai di Lomochrome e Minolta.

Percorro a piedi un tratto di strada MAI percorso prima se non in automobile o con qualcosa con ruote e motore (follia pura pensare a qualche mezzo di trasporto diverso, impossibile, non fattibile, totalmente da matti).

Lo percorro in entrambi i sensi. prima verso sud e poi di ritorno, verso nord.

Straniamento, questa la sensazione che provo. Solo su una lingua di asfalto non più familiare, pochi rumori vicini, io al centro della carreggiata, nessuno in vista, solo senza niente intorno e un caldo asfissiante. Il caldo romano che quest’anno ha dato il meglio di se.

A distanza, figure familiari, la stazione Tiburtina, cattedrale nel deserto di una città che fatica a crescere e cambiare, il piazzale dei bus con il suo via via di persone e storie, le mura del Verano, i palazzi tante volte visti, ma mai osservati.

Accompagnato dal pensiero che qualcuno potesse arrivare prima di finire il rullino, cosa che fortunatamente non è accaduta, cammino con lentezza. Osservo i particolari, le colonne, le scritte, i ciuffi d’erba, le crepe su un asfalto che non verrà più rinnovato, le reti di protezione, i guardrail, rifiuti vari, pezzi di auto, una storia in disfacimento.

Il mondo visto da questa striscia di strada.

Ho deciso di dedicare un solo rullo, ho scelto apposta il Lomochrome. Le sue sfumature un po’ strambe mi sembrano proprio azzeccate per l’evento. La Minolta,come al solito affidabile e pronta a fare il suo dovere, mi fa tornare proprio a quegli anni in cui ho cominciato a girare per la città. Scelte più che azzeccate. Una macchina e una pellicola, un mondo antico a ricordare questo pezzo di storia.

https://it.wikipedia.org/wiki/Tangenziale_Est_di_Roma