Giorno Quarantanove

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Giro di boa in vista e in ufficio si parla già della riapertura. Da parte mia gli ho detto che mi rivedranno nei giorni successivi. Di farmi il traffico di quello che credo sarà considerato il giorno del ‘liberi tutti’ non ne ho nessuna intenzione. Passare dallo svegliarsi alle otto del mattino all’ora e mezza di fila per arrivare a Roma proprio NO!

Dopo quasi un mese ho rimesso mano a developer/fixer/stabilizer. Ho sviluppato una pellicola. Una Metropolis. Era tantissimo che non lo facevo e infatti ho fatto la minchiata del giorno: ho aperto il coperchio della lab-box convinto che per mettere l’acqua di riscaldamento dovessi tirare via la copertura. Flashato proprio, infatti ho bruciato un po’ di fotogrammi. Fortunatamente non molti.

Nel frattempo, giochiamo con IRC. Ho ripreso l’uso di un software che andava in voga nei secoli scorsi, ben prima dei vari Facebook, Instagram, Twitter. Certo, prodotti più semplici, dove dovevi ragionare anche per chiacchiare con gli altri, ma più avventuroso.

Ecco. Abbiamo perso il senso dell’avventura. Ora si può dire che è tutto scontato. Non c’è più la scoperta di un mondo infinitamente nuovo, dove ogni click era una conquista. Dove si poteva conquistare la conoscenza senza muoversi da casa. Si, era diverso.

Chiacchierando con gli amici ho pensato che quel mondo, fantastico, romantico che era l’internet di allora; Quei tempi non avevano visto ancora l’arrivo delle grandi Corporation; era forse da considerare molto più democratico di come ora possiamo considerare la rete che muove tutto sulla base dei soldi che si possono far girare.

Ho tirato fuori, chattando, il nome Maximus. Un ragazzo incuriosito è andato a cercare cosa fosse. Il suo commento mi ha spiazzato: La data di compilazione e di qualche anno prima della mia nascita. Ma quanti anni sono passati da quando gestivo EuropeSquare?