In giro

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Non mi capita spesso. Anzi, mi capita raramente, essere in giro durante le normali ore di lavoro e non per impegni professionali. Di solito sono chiuso in un ufficio, senza vedere la luce, con le grate alle finestre, eppure non sono in prigione, non ho commesso nessun crimine.

Stamattina, viste che ho fatto ore lupine e altrettanto ho lavorato mattina presto, ho deciso di andare in ufficio a orari differenziali. Diciamo che me la sono presa comoda.

E ovviamente, con me, una delle macchine.

E infin San Gimignano

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E dopo la due giorni pratese, sulla strada del buon ritorno si facettero carte false per non andare a Siena. L’ho promesso e farò quasi l’impossibile per mantenere la promessa.

Dicevamo, dopo una sana colazione, via verso nuove e tremende avventure. Insomma, via sulla strada del ritorno.

Che facciamo? dove andiamo? a che ora parte l’aereo? a no, spetta, non centra nulla.

Andiamo a Siena? ma anche no… e nella testa una lampadina rossa lampeggiante: non ti ci provare, che hai promesso!

Andiamo a San Gimignano… un SIIIII!!!! anche dalle punterie della macchina.

la superstrada che fino a pochi minuti fuggiva dritta, si trasforma in una serie di curve collinari fino la’, davanti le torri e ovviamente al parcheggio. Frotte di giapponesi che hanno fotografato anche le ruote della nostra carriola.

San Gimignano è uno scrigno prezioso. Racchiusa tra le mura una gioielleria meravigliosa di archi, porte, costruzioni, vicoli, ombre, luci, torre. Una musica da preservare.

Ma San Gimignano è anche una follia di gente, tutti che vanno, tutti che vengono, gruppi di ogni nazione, con le loro abitudini, i loro vizi, le loro tecnologie.

E qui mi sono divertito: ho ripreso San Gimignano da un punto di vista diverso; ho ripreso le persone, i turisti, la nuova kasba di popoli affamati di non so che.

Il borgo delle acque

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https://it.wikipedia.org/wiki/Rasiglia

Rasiglia è conosciuto come il borgo delle acque. Il motivo è semplice: c’è più acqua che abitanti. E’ un piccolo borgo, un castello, un bar, tanti turisti, pochi abitanti originali.

Racchiuso in una vallata che per arrivarci da Spoleto, il navigatore ti fa fare un valico lungo una stradina che se la fortuna non ti assiste ti becchi un camion che ti asfissia fino a destinazione.

Quando ormai la disperazione inizia a fare capolino e pensi già all’ennesima sola dove non trovi neanche un’anima, ecco che ti appare il piccolo gioiello, circodando da acqua, rivoli e rivoli di fresca acqua.

… e il 28 ha ricominciato a fare le bizze. grrr.