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Pubblicato il Lascia un commentoPubblicato in Blog, Le notti degli Unicorni, pensieri

Non esiste un momento buono per il neurone battitore.

Quando scatta, scatta e può essere mezzogiorno o mezzanotte, non ci sono santi, finisce la pace.

Di giorno chi soffre di neurone impazzito lo vedi subito: sguardo assente, faccia distaccata, pensiero lontano.

Di notte, chiusi nella propria casa, certe espressioni sono protette dal buio, dalla mancanza di luce.

Il neurone corre, non si riesce a fermare, a parte le fucilate. E non sempre.

Nascono idee, si rimugina su quello che è e che sta divenendo. Il mondo si allontana e noi si entra in un’altra dimensione.

Chi la vive con i propri incubi, chi con i propri psichiatri chi con i propri unicorni. Che sono anche parecchio rumorosi, devo dire.

Ognuno porta la sua borsa.

E qualche volta se ne esce con incubi ancora peggiori della partenza.

Nel mio caso ni, ne no ne si, ma ni. Ne esco con un sonno della madonna e nuove idee e nuove follie da mettere in campo. 

Proprio normale non sono. Ma questo già lo sappiamo.