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Vuoto

Per un asociale a tempo come me, trovare certe situazioni non può che giovare.

Odio il sovraffollamento. Odio lo sgomitare per un centimetro in più.

Sono di quelli che preferiscono prendere il mezzo dopo, investire quel quarto d’ora in più pur di non stare appiccicato all’ennesimo essere umano.

Non odio il contatto, non mi fraintendete, odio l’obbligo di darsi spinte pure di respirare.

Roma, in questi giorni, almeno sulle tratte e i percorsi che faccio io, è così: spazi liberi in quantità, possibilità di muoversi e scegliere la propria migliore possibilità, decidere dove, come quanto mettersi. E poi finisce che non mi siedo mai, mi appoggio in fondo, tengo tutto sotto controllo e soprattutto vedo quello che ho intorno senza le occhiatacce di chi vuole il tuo posto perché è più fico di quello che ha scelto lui.

La foto in copertina è il mio tram. Praticamente posso mettermi sdraiato a terra e se non muoio di tetano, di spazio ce ne sta’ a volontà. Non sempre è così, ma da Lunedì si viaggia a questi livelli.

Un altro paio di scatti, tanto per gradire e dare l’idea della situazione. In condizioni normali, queste fermate erano decisamente più popolate.

Supportami.

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